Gender Marketing

Tutti conoscono i cliché: agli uomini interessano le auto e il calcio, alle donne invece la moda e le soap opera. Questo tipo di stereotipi si incontrano nella vita di tutti i giorni e nei media. Per quanto triti e ritriti, banali, scontati, e superficiali, di allarmante c’è che contengono anche un pizzico di verità. E perciò la pubblicità non ci ha pensato due volte ad approfittarne.

Non è di certo un caso che gli intervalli pubblicitari in TV siano sempre connessi in un modo o nell’altro al programma che state guardando, che ad esempio a fine primo tempo di una partita di calcio venga mostrato uno spot dell’ultimissima auto sportiva o che durante una soap, o un programma televisivo che attira particolarmente il genere femminile, venga pubblicizzato un prodotto di cosmesi. Il cosiddetto Gender Marketing si è stabilito già negli anni 90 negli Stati Uniti, per poi espandersi anche nel vecchio continente, Italia inclusa. Ma cosa è esattamente e come funziona il Gender Marketing?

Definizione: che cos’è il Gender Marketing?

Gender” è la parola inglese per sesso. Tuttavia con essa non si intende il sesso biologico. Poiché diversamente dall’italiano in inglese ci sono due termini diversi per la descrizione del sesso: da una parte c’è il termine “sex” che descrive il sesso biologico, e dall’altra c’è “gender” che sta a significare il sesso socioculturale. Mentre il sesso biologico viene determinato dalla nascita, il termine “Gender” indica i diversi ruoli e tipologie di comportamento sessuale degli uomini e delle donne, improntati dalla società e dalla cultura. Si tratta quindi soprattutto di suddividere uomini e donne in base alle loro caratteristiche tipiche, oltre che a quelle biologiche.

In che cosa si distinguono uomini e donne per quel che riguarda il loro modo di pensare e il loro comportamento, viene ricercato nell’ambito dei cosiddetti Gender Studies, ovvero della ricerca di genere. Soprattutto dove questa si collega al campo della sociologia e della psicologia, la ricerca sui generi fornisce anche interessanti nozioni per il marketing. Molte strategie di marketing contengono perciò anche il cosiddetto Gender Marketing, con il quale si intende l’adeguamento dei mezzi e delle misure pubblicitarie ai comportamenti di consumo e di acquisto tipici per genere, ovvero distinguendo tra consumatori e consumatrici.

Differenze specifiche per genere nelle abitudini di consumo

Le donne e gli uomini sviluppano diverse preferenze e metodi di comportamento, come si può spesso già notare durante l’infanzia: la maggior parte delle bambine gioca volentieri con le bambole, mentre i bambini preferiscono le macchinine o le costruzioni. L’industria dei giochi approfitta di questo fatto già da decenni per i propri scopi: con le bambole della Barbie nella loro casa di colore rosa e con le action figure sono stati infatti realizzati enormi guadagni in passato.

Anche in età adulta, però, la maggior parte delle persone non perde quel comportamento stereotipato e legato al genere: mentre le donne ad esempio fanno caso ad un’atmosfera casalinga più piacevole e comprano volentieri articoli decorativi, le case di impronta maschile tendono ad essere più spoglie e funzionali. Il Gender Marketing si rifà esattamente a questo punto e tenta di suddividere i criteri che stabiliscono le varie abitudini di consumo di uomini e donne, così come le motivazioni che li portano all’acquisto di un prodotto.

“Pink it and shrink it”: il Gender Marketing va ben oltre

Che alla maggior parte delle ragazze piaccia il colore rosa, lo si può capire con certezza visitando un negozio di giocattoli o un negozio di abbigliamento e moda. Tuttavia il Gender Marketing non è così semplice. Ad esempio, non dovreste dare per scontato che ogni prodotto in cui troviate il colore rosa sia automaticamente “femminile”. Il concetto è ben più complesso e necessita di una pianificazione strategica precisa. Soprattutto i fattori psicologici giocano in questo contesto un ruolo decisivo. Il Gender Marketing fa leva su delle nozioni di psicologia e di neuroscienza per riuscire a trarre le proprie conclusioni riguardo alle diverse esigenze, interessi e preferenze di uomini e donne.

Come fanno acquisiti uomini e donne

Prima di decidersi ad acquistare un prodotto, ognuno deve affrontare un processo decisionale ben preciso. Questo processo di scelta di acquisto si suddivide in cinque fasi:

1. Determinazione di un bisogno

2.  Farsi un’idea del settore di mercato relativo

3.  Comparazione dei prodotti

4. Scelta di un prodotto

5. Acquisto del prodotto

La grafica seguente (in inglese) illustra come uomini e donne percorrano tale processo in maniera diametralmente opposta:

L’uomo percorre un processo lineare, durante il quale affronta ogni singola fase un’unica volta. Egli si concentra sempre sul suo attuale bisogno di partenza che ha dato il via al processo e, un gradino dopo l’altro, l’uomo prende la propria decisione. Il suo obiettivo è quello di trovare una buona soluzione per il suo “problema”, ovvero un prodotto adatto alle sue esigenze. Con un catalogo precedentemente prestabilito, l’uomo determina alcuni requisiti che il prodotto dovrebbe soddisfare. Durante la fase di comparazione dei prodotti, ovvero la fase di esplorazione del mercato, egli trova un prodotto che rispetta tutti i requisiti e sul quale va a ricadere la propria scelta. Il processo giunge così al termine.

Nel caso della donna si registra al contrario un processo di decisione d’acquisto a forma di spirale, durante il quale le singole fasi decisionali vengono ripercorse più di una volta. Qui l’obiettivo è quello di trovare una soluzione perfetta. In questo si lascia guidare da un catalogo dettagliato di criteri, che può essere costruito e modificato a suo piacimento. Per questo motivo il processo decisionale delle donne è solitamente più lungo e complesso di quello degli uomini. Alla fine dei conti il prodotto deve convincere sotto tutti gli aspetti. Se le donne trovano un buon prodotto, questo non è sufficiente a far sì che decidano di acquistarlo. Il 61 percento delle donne visita diversi negozi prima di prendere una decisione d’acquisto finale.

Come funziona il Gender Marketing?

Nel Gender Marketing si tratta soprattutto di far combaciare le esigenze di uomini e donne, specifiche per genere, con lo sviluppo, la commercializzazione e la comunicazione legata a prodotti e servizi. Un marketing mix di successo utilizza a questo scopo solitamente sette strumenti di marketing: product, price, place, promotion, personal, process e physical facilities, che vi spiegheremo singolarmente nei paragrafi a seguire.

I settori del product, place, promotion e personal sono particolarmente interessanti per il Gender Marketing, poiché i marketer possono appropriarsi di questi strumenti per meglio centrare le varie esigenze e preferenze di uomini e donne.

Product

La politica del prodotto, ovvero l’intero processo relativo alla preparazione di un prodotto, è la parte fondamentale del marketing che influenza tutti gli altri processi di marketing. Il successo o, al contrario, l’insuccesso di un prodotto si decide già nella fase di sviluppo.

Voi in quanto imprenditori dovreste sempre riflettere bene su quale sia il target di riferimento a cui volete rivolgervi e su quali siano le aspettative dei vostri clienti. La scelta del target dipende da più fattori, come ad esempio l’età del gruppo, lo status sociale o lo stile di vita. Nella fase della definizione del target di riferimento è già possibile determinare se il gender Marketing sia un’opzione sensata o meno. La vostra clientela è composta da donne, uomini o entrambi i sessi? I vostri clienti, sia maschi che femmine, hanno aspettative simili sul vostro prodotto o i loro desideri si distinguono in maniera significativa in base al genere?

Non solo gli utenti effettivi, bensì anche le varie associazioni di uomini e donne sono importanti per quanto concerne il prodotto. Infatti molti prodotti, soprattutto quelli di successo, promuovono i propri prodotti diversamente per i due sessi, sebbene in realtà entrambi i sessi possano utilizzarlo. Si pensi ad esempio ai rasoi, che sebbene ricoprano la stessa funzione vengono pensati e commercializzati in maniera differente per uomini e donne.

L’azienda Gilette, che vende rasoi per uomini e donne, offre un buon esempio di Gender Marketing di successo. I prodotti di rasatura per le donne si distinguono da quelli per gli uomini non solo per il fattore visivo e per la forma, ma anche perché vengono commercializzati su un sito web separato: Gillette Venus.

L’azienda mette in evidenza, in base al target di riferimento, i vari vantaggi di ogni singolo rasoio: mentre i rasoi per gli uomini vengono pubblicizzati tramite la loro colorazione e il loro aspetto come sportivi ed efficienti (negli spot televisivi il prodotto viene utilizzato da sportivi famosi), nell’equivalente femminile viene esaltato il fatto che è gentile sulla pelle e il rasoio viene presentato come una parte immancabile di una cura del corpo perfetta. In questo modo l’azienda ha trasformato un singolo prodotto in due diverse linee di prodotti di successo, nelle quali il design del prodotto e la sua commercializzazione è adeguata ai corrispettivi sessi.

Ma oltre ai rasoi ci sono una sfilza di altri prodotti che possono essere ripartiti tra le due categorie divise per genere. I rivenditori concepiscono interi mondi di prodotti attribuibili all’area di interesse maschile piuttosto che a quella femminile, o viceversa. Così possono essere sviluppate strategie di vendita, specifiche per genere, per molti prodotti. Di seguito vi riportiamo alcuni esempi:

Mondo dei prodotti del genere maschile Mondo dei prodotti del genere femminile
Auto di grossa cilindrata Auto di piccola cilindrata
Birra, superalcolici Spumante, bevande dal ridotto contenuto calorico
Tecnologia Elettronica di consumo
Moda uomo, completi da uomo, cravatte Moda donna, accessori
Lozione dopobarba, profumi da uomo Cosmetici, profumi

Place

Con “Place” si intende l’ambiente di vendita nel quale i consumatori, maschi o femmine che siano, procedono all’acquisto. Che si tratti di un classico negozio al dettaglio o di una piattaforma adibita allo shopping online: l’ambiente di vendita gioca un ruolo importante nella scelta d’acquisto. Mentre i grandi magazzini considerano fattori come le condizioni delle luci, la disposizione sugli scaffali, la pulizia, eccetera, i gestori di siti web devono invece allestire un ambiente virtuale. Essi devono tenere bene a mente fattori come il web design, la presentazione, le informazioni contenutistiche, così come la navigazione del sito web di per sé. Dunque a che cosa è necessario fare attenzione durante l’allestimento dell’ambiente di vendita, se desiderate offrire prodotti specifici per genere?

Le donne preferiscono un’atmosfera di vendita accogliente

Si tratta sì di un cliché, ma riguarda effettivamente molte donne: la stragrande maggioranza delle donne adora fare shopping. Sarebbero capaci di passare ore ed ore in un centro commerciale e di dimenticarsi che erano lì solo per acquistare un paio di collant. È infatti possibile che la donna proverà il vestito coordinato ai collant, appositamente piazzato lì accanto, e che comprerà le scarpe décolleté abbinate. Alla cassa le sue narici saranno poi pervase da un aroma dolce, così che sarà necessario fare una capatina veloce al reparto dei profumi.

Per riuscire a provocare nelle proprie consumatrici una simile frenesia d’acquisto, le aziende devono essere in grado di garantire un’atmosfera di vendita piacevole per le donne. Di questa fanno ad esempio parte la pulizia e l’ordine, pareti dai colori vivaci, un gioco di luci caldo e tra le altre cose anche una musichetta di sottofondo che faccia venire il buon umore. L’equazione è abbastanza scontata ad onor del vero: se le donne si sentono a proprio agio, allora saranno anche portate a rimanere più a lungo.

Consiglio

Il posizionamento fisico dei prodotti gioca un ruolo molto importante. Stando agli studi psicologici risulta che per alimentare il desiderio d’acquisto delle donne, le aziende collocano prodotti abbinati il più possibile uno vicino all’altro.

Gli uomini vogliono solo una cosa: comprare in fretta il prodotto e darsela a gambe!

Differentemente dalle donne, la maggior parte degli uomini non provano particolare piacere nello shopping. Gli uomini tendono a fare acquisti solo nel caso in cui abbiano effettivamente bisogno di qualcosa. Nel commercio al dettaglio il prodotto desiderato deve essere a portata di mano e la fila alla cassa il più corta possibile. Un’atmosfera di vendita accogliente non è strettamente necessaria. Il processo di decisione d’acquisto lineare degli uomini viene pilotato principalmente da un obiettivo: quello di comperare il prodotto e andarsene dal grande magazzino senza fare ulteriori giri. Proprio per questo motivo molti supermercati di elettronica puntano su un ambiente di vendita strutturato e sobrio, senza troppe futilità.

Ondata di aria fresca nell’e-commerce

Anche molti gestori di siti web hanno appurato che un ambiente di vendita specifico per genere aumenta il numero degli ordini. Sebbene i mezzi a disposizione siano diversi rispetto a quelli del commercio al dettaglio, rimane il fatto che le diverse esigenze di uomini e donne giocano un ruolo anche nel mondo digitale. Questo non riguarda solamente il design web, che può essere impostato concordemente al genere di interesse, bensì anche i testi e le illustrazioni dei prodotti. Le ricerche hanno scoperto che le donne preferiscono ad esempio le immagini statiche, mentre gli uomini si trovano meglio con video di prodotti o prestazioni di servizi.

Corrispondentemente all’obiettivo degli uomini, relativo ad una veloce decisione d’acquisto, essi preferiscono una descrizione del prodotto nella quale le caratteristiche più importanti vengono elencate a mo’ di lista, in maniera breve e sintetica, se possibile riportando le informazioni con numeri concreti, dati e fatti. Le donne invece di regola preferiscono avere delle informazioni a 360 gradi, e sono anche disposte a leggersi dei testi più lunghi, i quali dovrebbero rendere chiare le possibilità di utilizzo e l’uso del prodotto pubblicizzato.

Promotion

Con “Promotion” sono intese tutte le misure comunicative, sia verso l’interno che verso l’esterno, che un’azienda mette in atto per la commercializzazione dei propri prodotti. Di queste fanno parte ad esempio le pubblicità trasmesse in televisione o le comunicazioni via Internet, tramite le quali, attraverso i social media e le newsletter è possibile raggiungere numerosi potenziali clienti. Un vantaggio delle e-mail pubblicitarie è quello di poter essere personalizzate e, se si dispone di dati sufficienti, impostarle su misura per il destinatario. In questo senso le e-mail sono perfette per il Gender Marketing.

Anche negli spot pubblicitari le aziende tentano di rivolgersi in maniera diversa a uomini e donne. Le pubblicità delle auto indirizzate agli uomini enfatizzano spesso ideali che valgono come tipicamente maschili. La vettura viene presentata in modo che la sua velocità e il suo carattere sportivo siano sempre in primo piano, inspirando così un sentimento di libertà nei clienti di sesso maschile. L’auto per la donna viene, invece, rappresentata per lo più come compatta e pratica. I produttori rimandano spesso al parecchio spazio a disposizione nonostante la compattezza, al consumo ridotto o anche al fatto che la vettura sia adatta a praticamente ogni parcheggio.

Personal

Allo strumento “Personal” appartengono le persone, che si fanno carico per l’azienda delle prestazioni di servizi per i (potenziali) clienti. Si tratta perciò di persone che fanno parte dell’offerta, come può essere ad esempio nel caso di un’impresa di trasporti, come di persone che si prendono cura della spedizione, della consulenza o dei reclami in relazione ad un prodotto offerto. Un personale competente contribuisce significativamente ad una migliore fidelizzazione. Nel campo del Gender Marketing si consiglia di istruire il proprio personale a tenere in considerazione i diversi interessi e le diverse esigenze dell’uomo e della donna. Questo porta ad esempio ad una conduzione completamente diversa delle interazioni con i clienti.

Le donne non comprano solo un vestito

Le donne danno molta importanza alla creazione di rapporti e anche con i prodotti quello che fanno è stabilire un legame emozionale. Le decisioni d’acquisto delle donne vengono influenzate da una varietà di criteri e non solamente dalle caratteristiche del prodotto. Per questo motivo le donne tendono a porre molte domande, ad aspettarsi risposte che soddisfino le loro curiosità e sono spesso anche interessate a cose che vanno ben oltre le semplici caratteristiche di un prodotto.

Se una donna, ad esempio, compra un vestito, non farà solamente attenzione alla sua qualità, bensì rifletterà al contempo se il vestito si sposi bene con le sue scarpe o con il proprio soprabito. Il personale di vendita dovrebbe assolutamente tenere a mente questi fattori e assistere le clienti soddisfando le loro curiosità e placando i loro dubbi.

Gli uomini preferiscono le scelte veloci

Gli uomini, al contrario, sono più creature che seguono una struttura e si lasciano fortemente condizionare da argomenti funzionali. Fatti e numeri rilevanti hanno per loro più valore piuttosto che la comunicazione sul piano personale. Gli uomini hanno una necessità ben precisa e pongono perciò domande mirate sul prodotto, così da scoprire se esso è capace di soddisfare la propria esigenza.

Se nella loro lista mentale il prodotto ha più pro che contro, allora gli uomini saranno solitamente portati ad acquistare il prodotto (chiaramente in base al valore che ha ogni singolo punto). Il personale di vendita deve perciò essere ferrato sui prodotti in vendita, così da poter essere in grado di rispondere in maniera veloce ed affidabile a domande specialistiche. Se gli uomini hanno la sensazione che il proprio interlocutore non sia competente in materia, allora probabilmente andranno da qualche altra parte a comperare ciò che stanno cercando.

Ha ancora senso il Gender Marketing oggigiorno?

Gli studi dimostrano che il Gender Marketing non porta gli stessi risultati in tutti i settori. Esso risulta infatti una scelta sensata se le esigenze relative al prodotto sono particolarmente differenti in base al sesso. La moda ne è l’esempio perfetto: la differenziazione tra vestiti per donne e per uomini risulta già dalle comuni differenze di taglia e della struttura corporea. Ma anche in merito alle preferenze estetiche che le donne e gli uomini hanno nei confronti del vestiario, tra i due sessi ci sono grandi differenze.

In relazione a ciò, nel campo della moda risulta quindi molto sensato adottare strategie di marketing specifiche per genere. Ma com’è la situazione per quanto riguarda altri settori, come ad esempio quello del fai da te o dell’edilizia o ancora dei prodotti alimentari?

Esempi di Gender Marketing: le donne avvitano e gli uomini cucinano

La società si trova in una fase di cambiamento continuo: sempre meno donne aspirano ad un’esistenza come moglie e casalinga, desiderano al contrario sempre più fare carriera a livello lavorativo ed essere economicamente indipendenti. Ma anche le condizioni di vita degli uomini stanno mutando.

Ad esempio sta aumentando il numero dei single, che vanno ad abitare perciò da soli in un appartamento e che sono quindi costretti a prendersi cura autonomamente della casa. Le donne imparano a costruirsi da sole i propri mobili, mentre gli uomini si stanno abituando a stare ai fornelli; tutto ciò sarebbe stato semplicemente impensabile negli anni 50. Va quindi sempre tenuta a mente l’attuale situazione sociale e le esigenze di entrambi i sessi ad essa collegata, se volete sviluppare una strategia di Gender Marketing al passo con i tempi. Richiamare ruoli sociali ormai superati potrebbe invece essere motivo di irritazioni da parte dei possibili clienti.

Cattiva alimentazione grazie a un buon Gender Marketing?

Il Gender Marketing può anche essere la causa di effetti negativi sulla società, come è il caso della commercializzazione dei prodotti alimentari. Sebbene al giorno d’oggi il numero dei single è aumentato fortemente e gli uomini si preparano i pasti in maniera autonoma come le donne, il mondo pubblicitario ci offre ancora un’immagine dei ruoli che appartiene al passato: la donna si occupa di preparare un piatto veloce ma salutare per tutta la famiglia, mentre l’uomo si accontenta di cibi già pronti o solo da riscaldare, o al massimo si mette a grigliare.

Questa assegnazione di ruoli che vede l’uomo disinteressato nel seguire un’alimentazione sana, è spesso ripresa dalla pubblicità: mentre negli spot pubblicitari le donne si preoccupano per la propria linea e per la propria salute, l’uomo spera di sconfiggere la fame comprando semplicemente una barretta di cioccolata alla macchinetta.

In modo particolare il settore alimentare è pieno di stereotipi nascosti. Mentre gli idoli maschili sono spesso assunti per presentare prodotti come ad esempio bibite analcoliche frizzanti e zuccherine, le donne al contrario sono esortate a bere solo acqua minerale. Gli uomini bevono birra, le donne lo spumante. Ma la lista degli stereotipi sarebbe infinita. Ciò nonostante è sorprendete come il concetto del Gender Marketing dell’industria alimentare ottenga un grandissimo successo, malgrado trasmetta spesso e volentieri un’influenza negativa.

Per citare un esempio si può pensare alla pubblicità di McDonald con la showgirl di origini argentine Belén Rodriguez: la modella serve come figura identificativa per le clienti di sesso femminile, le quali saranno portate a pensare che se Belén riesce a mantenere una forma simile pur mangiando regolarmente da McDonald, allora lo stesso vale per loro.

Questa strategia di marketing di assoluto successo, non è però immune da critiche. Da un punto di vista della salute sarebbe decisamente meglio se lo spot comunicasse un messaggio atto a favorire una migliore alimentazione.

Esempio di campagna di Gender Marketing malriuscita: Huggies bimba, Huggies bimbo

Sebbene a volte le campagne di Gender Marketing possono avere conseguenze negative da un punto di vista social, utilizzando una costruzione di ruoli non priva di zone d’ombra, le aziende che hanno implementato questa strategia di marketing hanno spesso ottenuto ottimi risultati. Tuttavia ci sono eccezioni anche in questo caso. Una campagna di Gender Marketing malriuscita è stata quella dei pannolini Huggies nel 2015.

L’azienda ha infatti lanciato sul mercato un pannolino diverso per bambini di sesso maschile e femminile: Huggies bimbo e Huggies bimba. Di per sé il prodotto non avrebbe avuto nulla che non andava, lo spot pubblicitario offre un prodotto specifico per il sesso del bambino e che si adatta perciò al meglio a seconda delle esigenze. Il problema invece è nel messaggio su cui faceva leva lo spot.

L’istituto di Autodisciplina Pubblicitaria ha infatti deciso di far ritirare lo spot poiché foriero di stereotipi di genere:

“Le diverse necessità, a livello fisico, di raccolta della pipì per bambini e bambine vengono quindi estese ai desideri futuri dei protagonisti, inquadrati semplicisticamente e manifestati in stereotipi di genere.”

Pertanto lo spot risulta sessista e perciò potenzialmente perseguibile da un punto di vista legale, come dichiarato dallo stesso IAP:

Ad avviso del Comitato di Controllo, considerate anche le numerose segnalazioni ricevute, una tale narrazione è suscettibile di porsi in contrasto con l’articolo 10 del Codice, laddove prevede il divieto di ´ogni forma di discriminazione, compresa quella di genere´

Le immagini dello spot erano seguite da una voce narrante, che recitava il seguente messaggio:

Lei penserà a farsi bella; lui a fare gol; lei cercherà tenerezza; lui avventure; lei si farà correre dietro; lui invece ti cercherà. Così piccoli e già così diversi allora perché usare gli stessi pannolini. La rivoluzione Huggies: bimba e bimbo. L’unico pannolino progettato sulle loro differenze, per catturare la pipì proprio lì dove la fanno. Per un asciutto su misura: Huggies bimba e Huggies bimbo.

Gender Marketing nell’e-commerce

Anche nell’e-commerce le strategie di Gender Marketing vengono impiegate da ormai parecchio tempo. Molti gestori di siti web ad esempio impostano il design del proprio sito a seconda di criteri specifici per genere. Alcune aziende, come ad esempio la Gillette, come già accennato; promuovono i propri prodotti su due siti web separati: uno per uomini e uno per donne.

Le donne utilizzano gli online shop più spesso rispetto agli uomini; molte di loro ordinano vestiti più di cinque volte all’anno da diversi negozi online. Il motivo sta nel fatto che questi vengono particolarmente incontro al comportamento di acquisto tipico delle donne, dando la possibilità di comparare in totale facilità i prodotti l’uno con l’altro. I prodotti interessanti vengono inviati senza impegno e senza complicazioni; l’invio e la restituzione sono spesso gratuiti. Se le donne non si sentono di andare a fare shopping in città, allora soddisferanno online le proprie esigenze d’acquisto. Anche le aziende hanno riconosciuto questo sviluppo e orientano le proprie piattaforme online sempre più a seconda delle esigenze femminili.

I rischi del Gender Marketing

Quelli che una volta erano considerati lavori da uomini, al giorno d’oggi vengono fatti in maniera crescente dalle donne; questo vale soprattutto per tutte quelle attività artigianali e tecniche. Al contrario sempre più uomini sono nelle condizioni di prendersi cura dell’economia domestica. Questo cambiamento societario significa contemporaneamente uno spostamento degli interessi specifici per genere. Un Gender Marketing di successo deve tenere conto di tali variazioni di interesse e deve riconoscere anche un cambio di ruoli all’interno della società, se l’obiettivo è quello di incentivare la vendita.

Chiaramente una strategia di marketing di questo tipo non è sempre un vantaggio, poiché non ogni prodotto è ugualmente adatto ad una commercializzazione specifica per genere, in maniera particolare se si tratta di un prodotto così semplice che una distinzione tra la versione da uomo e da donna risulti del tutto immotivata. Inoltre, indirizzando il prodotto su di un target di riferimento ben definito, si corre un elevato rischio, e cioè che il prodotto pubblicizzato per donne o per uomini, perda qualunque attrattiva per l’altro sesso.

Come già accennato, anche una pubblicità incentrata sui sessi può rivelarsi un flop in men che non si dica, essendo che, se i consumatori trovano la rappresentazione del prodotto come troppo caricaturizzata o piuttosto dissoluta, allora ne prenderanno le distanze. Non sarebbe la prima volta che succede.

Il Gender Marketing è un campo molto complesso. E tutti coloro i quali non si mettono nella condizione di comprendere a pieno le esigenze degli uomini e delle donne e di farle proprie con accortezza, rimarranno a bocca asciutta. In quanto marketer dovete analizzare con esattezza quale strategia di marketing faccia al caso vostro. Il Gender Marketing dovrebbe essere utilizzato se le esigenze che i consumatori ripongono nel vostro prodotto si differenziano fortemente in base al genere. Se riuscirete a farlo in maniera convincente, allora riuscirete ad ampliare notevolmente la vostra clientela.