I principi contabili nazionali

Ogni società che opera sul territorio italiano, ma anche le imprese individuali e in una certa misura il settore del non profit, sono tenuti ad applicare i principi contabili nazionali emessi dall’OIC (acronimo di “Organismo Italiano di Contabilità”). Gli stessi principi vanno anche seguiti, ad esempio, al momento della redazione del bilancio d’esercizio. Quindi questi principi si affiancano a quelli contenuti nel Codice Civile.

Tuttavia questi non sono gli unici principi da rispettare, data l’adesione dell’Italia all’Unione Europea. In qualità di Stato Membro è sorta la necessità di presentarsi a livello comunitario con delle posizioni ben definite e proprio per questo è stata data vita a una fondazione privata nel 2011 con il nome di OIC. Il suo scopo è quello di predisporre, aggiornare e revisionare i principi contabili sia per la redazione dei bilanci d’esercizio che per la compilazione dei bilanci consolidati delle imprese, nonché dei bilanci preventivi e consuntivi delle aziende no profit e di tutte le amministrazioni pubbliche del territorio.

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Inoltre l’OIC coordina il suo lavoro con le attività degli altri organismi in materia a livello europeo e fornisce così supporto tecnico per l’applicazione in Italia dei principi contabili internazionali. Tali principi risultano rilevanti in particolare per le società che operano al di là dei confini nazionali e che espandono il loro mercato anche in ambito internazionale.

Tra gli altri compiti dell’OIC rientrano ancora: l’assistenza al Legislatore nazionale nell’emanazione delle norme in materia contabile e connesse per adeguare la disciplina in materia di bilancio alle direttive europee e ai principi contabili internazionali omologati dalla Commissione Europea, la promozione della cultura contabile con la pubblicazione di documenti e ricerche in materia, nonché l’organizzazione di convegni, seminari e incontri di studio.

Fatto

Laddove non si applicano gli IAS, valgono i principi contabili nazionali dell’OIC, soggetti al parere della Banca d’Italia, della CONSOB, dell’ISVAP e dei Ministeri competenti. In caso queste istituzioni esprimano un parere negativo, verrà pubblicato anche il principio contabile approvato dal Comitato Esecutivo, organo dell’OIC.

Per approfondire nel dettaglio i principi contabili nazionali, si rimanda all’articolo apposito.

Che cosa sono i principi contabili?

Facciamo un passo indietro e spieghiamo in generale che cosa sono in realtà i principi contabili. Si tratta di direttive nazionali o internazionali relative a diversi settori della contabilità aziendale. L’obiettivo è quello di uniformare la contabilità e il bilancio nel rispettivo periodo contabile tramite delle direttive imposte dalla legge, in modo da rendere così verificabile e comparabile la situazione e lo sviluppo delle aziende, oltre che il suo utilizzo di mezzi finanziari.

Di solito ad emanare i principi contabili sono gli organi professionali e l’OIC, che rivede e completa i principi presente nel Codice Civile. Il processo di aggiornamento e revisione è necessario per via dei cambiamenti della norma giuridica e dell’evoluzione della dottrina ragionieristica.

Infine, come già accennato, ai principi contabili nazionali si affiancano quelli internazionali, rilevanti soprattutto per le aziende con sede in un altro paese dell’Unione Europea, che prendono il nome di International Financial Reporting Standards (IFRS), disposti dall’International Accounting Standards Board (IASB).

Evoluzione dei principi contabili nazionali e applicazione negli altri paesi europei

I principi contabili hanno una lunga tradizione: già 5000 anni fa i commercianti in Egitto e in Mesopotamia gestivano la loro attività grazie a libri contabili, inventari patrimoniali e conti. Nell’Impero romano i banchieri erano obbligati a tenere una contabilità in modo sistematico. La cosiddetta partita doppia, che oggi è il sistema solito per la registrazione delle entrate e delle uscite della propria attività, ha le sue origini nel Nord Italia del diciassettesimo secolo.

In tutta Europa si sono affermate delle pratiche per la contabilità tramite dinastie di commercianti, come ad esempio i Fugger in Germania. In Italia la contabilità moderna è entrata in vigore con l’ultimo Codice Civile del 1942, introdotta in particolare nel Libro V. Con il tempo e con la creazione della CEE si è cercato di armonizzare le legislazioni dei paesi membri, ma fino alla fine del ventesimo secolo la contabilità è stata ancora gestita dai singoli stati.

Vediamo quindi brevemente le informazioni principali riguardo i principi contabili nazionali e internazionali dell’Italia e degli altri paesi europei:

I principi contabili in alcuni paesi dell’Unione Europea

Italia

Codice Civile

I principi contabili nazionali sono regolati nell’articolo 2423 del Codice Civile, mentre un bilancio in forma abbreviata è previsto nell’articolo 2435 bis.

Principi contabili dell’OIC

Qualora il Codice Civile non regoli alcune questioni o servano delle precisazioni su alcuni temi, vengono applicati i principi contabili dell’Organismo Italiano di Contabilità (OIC). Se ci sono delle lacune nelle direttive nazionali è possibile ricorrere agli standard internazionali (IFRS).

IFRS

Sono obbligati a redigere i bilanci secondo i principi contabili internazionali le aziende quotate in borsa e i gruppi assicurativi. Le aziende non quotate in borsa hanno la possibilità di scegliere tra gli IFRS e i principi contabili nazionali.

Gran Bretagna

New UK GAAP Generally Accepted Accounting Practice (New UK GAAP)

A partire da gennaio 2015 in Gran Bretagna è in vigore il nuovo standard contabile nazionale New UK GAAP. Il quadro per la contabilità si rivolge alle aziende i cui titoli non sono negoziati in mercati pubblici e comprende cinque standard da FRS 100 fino a FRS 105.

  • FRS 100 – Spiegazione in merito all’applicazione delle direttive contenute nell’informativa finanziaria: l’FRS 100 spiega il quadro unico per il bilancio finale che è stato creato secondo le leggi nazionali, le direttive di regolazione e i principi contabili.

  • FRS 101 – Quadro unico per i bilanci finali con meno indicazioni: l’FRS 101 prevede un bilancio abbreviato con cui i gruppi aziendali possono creare un bilancio consolidato secondo le direttive internazionali dell’IFRS, senza che debbano essere soddisfatte tutte le indicazioni richieste dall’IFRS stesso.

  • FRS 102 – Standard per le informative finanziarie per la Gran Bretagna e la Repubblica d’Irlanda: con l’FRS 102 si sancisce uno standard per le informative finanziarie per la Gran Bretagna e la Repubblica d’Irlanda. L’informativa finanziaria è composta da 250 pagine e sostituisce tutti i precedenti standard dell’Old UK GAAP.

  • FRS 103 – Direttive di bilancio per i contratti di assicurazione: l’FRS 103 comprende delle direttive di bilancio separate per le aziende che redigono dei contratti di assicurazione.

  • FRS 104 – Direttive per la creazione di bilanci intermedi: l’FRS 104 si basa sulle regole internazionali per la redazione di bilanci intermedi IAS 34 e serve alle aziende, che impostano i bilanci secondo i principi contabili dell’FRS 101 o dell’FRS 102, come base per la creazione di bilanci intermedi.

  • FRS 105 – Standard per le informative finanziarie per le piccole aziende: l’FRS 105 è una versione adattata dell’FRS 102, direttamente creato su misura sulle richieste e le esigenze delle piccole aziende.

Chi emana gli FRS è l’Accounting Standards Board (ASB), un reparto del Financial Reporting Council (FRC).

IFRS

Anche in Gran Bretagna le aziende quotate in borsa devono fare il bilancio secondo le direttive internazionali.

Francia

Plan comptable général (PCG)

In Francia vige il Comptable Général (PCG) come standard minimo per il bilancio delle aziende non quotate in borsa. Il regolamento comprende i seguenti contenuti:

  • riepilogo sulla materia e i principi della contabilità, il conto dei profitti e delle perdite;
  • definizione dei concetti di base, come il bilancio, le obbligazioni, i fondi patrimoniali, gli utili comprensivi di profitti e perdite;
  • rappresentazione delle regole di contabilità e di valutazione;
  • regole di gestione di conti e la relativa nomenclatura;
  • direttive sulla documentazione;
  • direttive per contabilità separata
  • prese di posizione del Consiglio Nazionale della Contabilità (Conseil National de la Comptabilité, CNC) e del Comitato d’Urgenza (Comité d’Urgence).

IFRS

Come tutti gli altri Stati Membri dell’UE, anche la Francia obbliga le aziende quotate in borsa a redigere i bilanci secondo gli IFRS.

Germania

Handelsgesetzbuch (HGB)

In Germania la base contabile per la gestione dei libri contabili e la creazione dei bilanci è regolata dall’Handelgesetzbuch (HGB). Ogni commerciante è quindi obbligato a rendere chiare le sue transazioni commerciali e la situazione del suo patrimonio basandosi sui principi della contabilità ordinaria (Grundsätzenordnungsgemäßer Buchführung, GoB). Tuttavia,  nell’Handelsgestzbuch non si trovano indicazioni su come questi principi si presentino nel dettaglio. I GoB derivano quindi dalla scienza, dalla giurisdizione, dai consigli delle associazioni finanziarie e dalla pratica generale riconosciuta.

Deutsche Rechnungslegungsstandards (DRS), i principi contabili tedeschi

Se a dover presentare il bilancio sono dei gruppi industriali, bisogna prestare attenzione ad altri principi contabili, chiamati Deutsche Rechnungslegungsstandards (DRS), sviluppati su richiesta del Ministero della Giustizia tedesco dal Deutsche Rechnungslegungs Standards Committee (DRSC), ovvero una fondazione privata (analogamente all’OIC). I DRS interpretano le direttive dei principi, vengono applicati in caso di lacune e offrono così delle direttive più dettagliate per i gruppi industriali. In alternativa il bilancio di questi soggetti può essere creato volontariamente basandosi sugli IFRS (International Financial Reporting Standards). Nel caso in cui si debba prestare attenzione a direttive aggiuntive per le transazioni commerciali, i principi contabili internazionali (IFRS) sostituiscono quelli nazionali.

International Financial Reporting Standards (IFRS)

Le aziende quotate in borsa sono, invece, obbligate a redigere il bilancio basandosi sugli IFRS.

Svizzera

Codice delle obbligazioni (CO)

I principi minimi validi per legge per la contabilità in Svizzera sono contenuti nel Codice delle obbligazioni (CO). Le direttive ivi contenute sono vincolanti per tutti i bilanci delle aziende e delle organizzazioni che hanno l’obbligo di tenere la contabilità. Per le aziende che sono quotate in borsa nel SIX Swiss Exchange valgono, invece, delle regole più ferree. In questo caso sono prescritti dei consigli specialistici per la contabilità (Fachempfehlungen zur Rechnungslegung, Swiss GAAP FER) o gli standard internazionali (IFRS o US GAAP).

Swiss GAAP FER

Per le aziende svizzere che sono quotate nella SIX Swiss Exchange si applica lo Swiss GAAP FER. Le aziende non quotate in borsa possono scegliere liberamente se presentare il bilancio secondo lo Swiss GAAP FER che comprende:

  • un quadro unico;
  • i FER principali;
  • altri standard su temi specifici;
  • lo Swiss GAAP FER 30 per i bilanci dei gruppi industriali;
  • lo Swiss GAAP FER 31 per le aziende quotate in borsa.

Per le piccole aziende sussiste la possibilità di orientarsi solo al quadro unico e ad alcuni FER. Le organizzazioni medio-grandi devono fare attenzione a tutti gli standard. I gruppi industriali e le aziende quotate in borsa seguono rispettivamente lo Swiss GAAP FER 30 e lo Swiss GAAP FER 31, mentre per le assicurazioni, gli istituti previdenziali, le organizzazioni no profit, le assicurazioni sugli edifici e sulla vita valgono dei FER specifici di settore.

IFRS o US GAAP

Per le grandi aziende svizzere quotate in borsa è obbligatorio dal 2005 redigere un bilancio secondo lo standard internazionale (IFRS o US GAAP).

Spagna

Código de comercio (CCom) e il Ley de sociedades anónimas (LSA)

Anche in Spagna i commercianti e le società commerciali sono obbligati a tenere dei libri contabili. Le direttive al riguardo sono contenute nel Codice di Commercio (Código de comercio, CCom) e nella Legge per le Società Anonime (Ley de sociedades anónimas, LSA), che si basano in larga parte sulle indicazioni europee.

Plan general de contabilidad

Un’applicazione concreta dei principi contabili è contenuta nel Piano Generale della Contabilità (Plan general de contabilidad, PGC), approvato nel 2007 tramite il decreto regio 1514/2007, che rappresenta un adattamento agli standard internazionali IFRS. In accordo con il decreto 1515/2007 viene messo a disposizione delle piccole e medie imprese un piano di contabilità semplificato.

IFRS

Le aziende spagnole con titoli sui mercati pubblici redigono il bilancio secondo gli IFRS, come avviene in tutti gli altri Stati Membri dell’UE.

Austria

Unternehmensgesetzbuch (UG)

In Austria i bilanci devono essere redatti secondo le direttive dell‘Unternehmensgesetzbuch (UG). Anche la legge austriaca fa riferimento ai principi della contabilità ordinaria.

IFRS

Le imprese fondatrici di un gruppo industriale possono scegliere se seguire i principi contabili nazionali o quelli internazionali, mentre le aziende con titoli nei mercati pubblici devono redigere i bilanci secondo le regole imposte dall’UE.

IAS-IFRS: i principi contabili internazionali

Per comparare i bilanci anche oltre i confini nazionali, da anni si lavora sul piano internazionale a un’armonizzazione delle norme commerciali. Lo scopo è quello di mettere a disposizione delle aziende, che operano a livello internazionale, un regolamento unitario per i bilanci. Parlando di principi contabili internazionali ci si riferisce agli standard dell’International Accounting Standards Board (IASB) che prendono il nome di IAS (International Accounting Standards), emanati in precedenza dall’International Accounting Standards Committeed (IASC), sostituiti ora dagli IFRS (International Financial Reporting Standards).

Di rilevanza internazionale, spingendosi oltre i confini europei, è anche lo US GAAP (United States Generally Accepted Accounting Principles), ovvero i principi contabili statunitensi, emessi dal Financial Accounting Standards Board (FASB).

Principi contabili internazionali

IFRS

Gli International Financial Reporting Standards (IFRS) vengono emessi dall‘International Accounting Standards Board (IASB) e rappresentano i principi contabili da seguire per le aziende. L’obiettivo è un’armonizzazione mondiale della contabilità.

Il regolamento è composto da tre parti:

  • Framework: il framework IFRS costituisce la base teorica del regolamento, in qualità di quadro unico. Descrive gli obiettivi e le premesse di base delle direttive internazionali, oltre che le richieste qualitative da soddisfare per il bilancio secondo gli IFRS. Inoltre il framework fornisce definizioni dei concetti principali come attivo, passivo, profitti o spese.

  • Standard (IAS/IFRS): le direttive di bilancio e di valutazione vere e proprie sono presenti sotto forma di standard singoli. Comprendono sia gli IFRS dell’IASB sia gli IAS (International Accounting Standards) della precedente organizzazione IASC (Accounting Standards Committee).

  • Interpretazioni: per uniformare l’interpretazione delle direttive internazionali, la terza parte del regolamento comprende le interpretazioni ufficiali degli standard, che vengono pubblicati dall’International Financial Reporting Standards Interpretations Committee (IFRIC).

Applicando gli IFRS vale la regola che in situazioni conflittuali gli standard e le interpretazioni degli IFRS, in qualità di regole speciali, sono maggiormente vincolanti rispetto alle indicazioni generali del framework. Il framework in sé non ha alcuno status standard.

A partire dal 2015 tutte le società di capitali con sede in Europa sono obbligate a redigere il bilancio secondo gli IFRS.

US GAAP

Nei United States Generally Accepted Accounting Principles (US GAAP) si tratta dei principi contabili statunitensi, emessi dal Financial Accounting Standards Board (FASB). Conseguono lo stato equiparato alla legge con il riconoscimento da parte del SEC (Securities and Exchange Commission), l’ente federale statunitense per la vigilanza della borsa valori, e dell’AICPA (American Institute of Certified Public Accountants), la più grande associazione dei commercialisti statunitensi.

Lo US GAAP possiede anche a livello internazionale un valore elevato, perché per essere elencato nella borsa statunitense prevede un resoconto in conformità alle direttive del SEC. Fino al 2007 era perciò obbligatorio anche per le aziende straniere, che volevano coprire il fabbisogno di capitali sul mercato statunitense, redigere un bilancio conforme allo US GAAP o avere un collegamento contabile in base agli standard statunitensi. Questa direttiva è stata soppiantata dall’accettazione degli IFRS da parte del SEC il 21 dicembre 2007.

Differenze tra principi contabili nazionali e internazionali

I principi contabili nazionali e internazionali presentano alcune differenze. In primis si rivolgono a soggetti diversi, perché infatti laddove si applicano i principi contabili internazionali non si fa più riferimento a quelli nazionali. Come già accennato in precedenza, hanno l’obbligo di seguire gli IAS-IFRS le società quotate, le società aventi strumenti finanziari diffusi presso il pubblico, banche e intermediari finanziari, e le imprese di assicurazione. Tutte queste imprese devono presentare il bilancio d’esercizio e il bilancio consolidato, ad eccezione delle assicurazioni che presentano il bilancio d’esercizio solo se quotate e nel caso in cui non redigano il bilancio consolidato.

Le società non quotate possono scegliere liberamente il tipo di principio da adottare, mentre sono tassativamente escluse dagli IAS-IFRS le società che redigono il bilancio in forma abbreviata e le imprese di assicurazione non quotate per il bilancio d’esercizio. Tutti gli altri soggetti fanno riferimento ai principi contabili italiani, cioè quelle aziende che sono radicate esclusivamente sul territorio nazionale e non prevedono l’apertura del loro commercio sui mercati esteri.

Un altro aspetto di divergenza tra questi due principi è la differente natura dei principi:

  • i principi contabili nazionali hanno lo scopo di tutelare e misurare il patrimonio aziendale, servendosi così del bilancio d’esercizio come strumento di analisi;

  • i principi contabili internazionali mirano principalmente a fornire un’informativa agli investitori nei mercati finanziari.

Inoltre mentre con i principi contabili nazionali ci si concentra sul principio della prudenza, con gli IAS-IFRS si applica un approccio di tipo prospettico, mettendo in evidenza le capacità future dell’impresa di produrre utili e dividendi.

A ciò si legano i principi cardine dell’IAS:

  • il fair value, usato come criterio di valutazione per misurare il valore di mercato e che serve quindi per misurare le capacità reddituali di un’azienda;

  • la prevalenza della sostanza e della forma volta a valorizzare l’effettivo contenuto economico rispetto alla sua configurazione giuridico formale.

Adottando il criterio del fair value, gli IAS-IFRS non sono legati al costo storico e quindi non si muovono sulla base del principio della prudenza, che rinuncia a comparare i bilanci nel tempo. Al contrario, una comparazione dei bilanci è possibile con gli IAS-IFRS.

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